211 lettori online · 357.830 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da DaviD
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 10 dicembre 2015 · lettura 1 min · 2077 letture

Il Bianco Mare di Mezzo

DaviD 63 poesie pubblicate
+ Segui
Infine siam partiti, se Dio vuole, alla cifra concordata col sensale, mi stringevo a papà, al suo odore, confettura di rose dei bar di Aleppo. Vento caldo di scirocco sul leggero cotone sollevava sapori di zagare e arance, rimpianti di Hammam e giochi di Madrasse. Zero ammiragli sul gommone, ma ragazzi, con sognanti valigie di ricordi a bizzeffe e il Bianco Mare di Mezzo da attraversare per scappare dall'assassino della meschina nostra terra presa in scacco. All'arrivo nessuna dogana solo promesse di libertà da un destino aguzzino e voltagabbana. Dovevamo ricamare elisir di speranze intarsiando giare di respiri profondi con laccato garbo, trasportando come facchini le nostre esistenze ad un altro piano, per adagiarle dolcemente su ruvidi zerbini al di là del mare. Un materasso d'acqua ci cullava per portarci dove il sole va a dormire, con onde sempre più alte in algebriche moltiplicazioni esponenziali. Non arrivammo mai. Nessun rimpianto, dovevamo tentare. La pace sia con voi.
♥ 0 💬 11
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Poesia composta usando le seguenti parole italiane d'origine araba: Cifra, sensale, bar, scirocco, cotone, zagara, arance, zero, ammiragli, ragazzi, valigie, bizzeffe, assassino, meschina, scacco, dogana, aguzzino, voltagabbana, ricamare, elisir, intarsiando, giare, laccato, garbo, facchini, zerbini, materasso, algebriche. Titolo: così viene chiamato il Mediterraneo sulla costa orientale.

L'autore
DaviD

Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori

Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto10 dicembre 2015

complimenti al bravo poeta per questa lirica che ha toccato il mio cuore... seppur velata di tristezza intensa e molto bella... il mio elogio

zani carlo10 dicembre 2015

Una lettura che affascina nonostante la tristezza che suscita il profondo senso di questa poesia... una capacità di immedesimazione che non sorprende vista la bravura del poeta di trascinarci in mezzo al mare di sogni e disperazione di quei poveretti.

Anna Di Principe10 dicembre 2015

Una triste realtà cristallizzata con estrema abilità dal Poeta, che ha espresso con riferimenti dotti e lemmi pregni di significato una problematica che viviamo e sentiamo profondamente .La lettura di questo testo è di grande efficacia sia per l'incanto stilistico sia per l'illuminata ed incisiva ispirazione... il mio plauso.

A
Antonio Terracciano10 dicembre 2015

Ci sarà voluta molta pazienza nel rintracciare tutte quelle parole italiane di origine araba e nell'inserirle così adeguatamente nella poesia, ma ne è valsa la pena: il risultato (anche a causa di quelle parole) è di una dolcezza simile a quella della pasticceria araba appunto, è (nonostante il tragico finale) benaugurante per un ritorno alla normalità nei rapporti tra le due sponde del nostro mare comune (che non fa certo differenza tra le sue tante e belle rive) .

Luciano Capaldo10 dicembre 2015

Una realtà sotto i nostri occhi che crediamo di conoscere bene ma non è così ed anche attraverso questi versi, che fra l'altro denotano la grande cultura del poeta, riusciamo a comprendere di più e a rimanere sempre più allibiti difronte alla tragedia di alcuni popoli e l'intolleranza l'ingordigia di altri. Sempre di grande effetto le opere di questo grande autore.

Pagu10 dicembre 2015

Un esercizio di stile e contenuto davvero ammirevole. Ottimo il tema, sviluppato con acuta profondita e grande anche lo stile... sembra di sentire la voce di qualcuno che sta raccontando l'accaduto. Un lavoro che ho molto apprezzato.

Jibi10 dicembre 2015

È questa la conclusione cui sono giunti molte di queste povere Anime: la Morte… e con la morte la fine di ogni loro sogno di libertà, fame e pace. Una fotografia triste e dolorosa quella che l’Autore ha fatto del “bianco mare di mezzo”, diventato tomba di centinaia di giovani, donne e bambini, con il solo torto di fuggire dall’orrore per finire la loro esistenza, nel terrore.

Grazia La Gatta10 dicembre 2015

Mi è piaciuta molto questa poesia del bravo autore David; versi che affascinano per la profondità dell'argomento e per lo stile. E' una triste realtà di ogni giorno; il desiderio di libertà fa affrontare un mare ingannevole e assassino a rischio di morirci dentro. Lirica intensa, piaciuta e apprezzata.

S
Selene Petrelli Rossi10 dicembre 2015

Purtroppo triste e vera realtà... scritta in modo molto spontaneo... apprezzata.

Maria Assunta Maglio10 dicembre 2015

Triste realtà di vita quotidiana desiderio di libertà portano il bravo poeta ad affrontare ricordi pregni d'ingannevoli illusioni.

Daniela Zarriello10 dicembre 2015

Si viene trasportati dai versi di questa attenta e struggente lettura direttamente nel dramma che si consuma ormai quotidianamente nel nostro mare. Mi ha colpito come l'autore riesca a farci essere lì, su quella barca a vivere speranze, paure e disperazioni con quella sfortunata gente.