Risveglio festoso

Chioccolar di gabbiani al mattino
quando ancor non v’è stralcio di brume
e del sol appare appena un barlume
in quel dove salmastro e marino.
E’ così che sto cuore si sveglia
quando ancor stenta l’alba
e la veglia
quando pur il sibilar della brezza
sfiora i sensi
pari a lieve carezza...
poi trionfa in tripudio d’aurora
e dissipa nel nulla il notturno timore.
Pur si desta pian piano la via
con astrusa e bizzarra alchimia
con l’odore allettante di pane...
l’abbaiare festoso d’un cane
ed il bronzeo richiamo dell’antica abbazia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi13 dicembre 2015
Frizzante l'aria che si respira in questa bellissima poesia dove l'autrice ci trasporta in quella bellezza che ha il mare come cornice e l'abbazia come punto di arrivo.

