Poeta senza capacità
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (9)
Poeti si è prima nell'anima e in quella si trova sempre ispirazione, ma dev'essere un'anima profonda che, forse, non bada ai sonetti. Questo è il mio umile pensiero, l'autore non me ne voglia.
con il Poeta che spesso le parole, la poesia, la ricerca di esprimere e riportare la bellezza della natura, di un amore è tale da riuscire difficile se non impossibile trovare il mezzo che corrisponda al nostro vedere ed immaginare . Eppure la sensazione di questi versi rende l'idea dell'emozione che egli sta vivendo difronte ad un qualcosa e ce lo trasmette inducendoci alla riflessione ed all'immaginazione. La poesia, sia essa ermetica che prosastica, ha questo compito educativo e possibilmente nella sua necessaria fluidità e musicalità quantomeno, dovrebbe aiutare a raccogliere il cuore di chi scrive. Non sempre il poeta è falso ...anzi. Dopo Leopardi o Ungaretti irrangiungibili ...!
A mio modesto parere la poesia dovrebbe trasmettere emozioni, sensazioni in chi legge. Capita che alcune volte nonostante che si scrivono versi sublimi e musicali non arrivano al cuore degli altri. Da qui il sentirsi incapaci nello scrivere. Condivido la riflessione dell'autore.
Grande quando si riesce a trasformare un momento di apparente stasi poetica in poesia. Certo l'infinito del creato aiuta, ma ancor di più l'infinito dell'anima. I miei complimenti vivissimi al poeta.
Un vero dilemma esistenziale si pone a chi ha la sensibilità autentica del Poeta: tradurre in parole l'infinito che ci sorprende nella contemplazione della Natura, della solitudine umana, del dolore, dell'amore. Le parole sono sempre limitate per esprimere il sentimento di stupore che si prova dinnanzi all'immenso. Superficiale e risibile il commento di chi dice che "un'anima profonda non bada ai sonetti"... Come dire che il Canone di Pachelbell è uguale al ballo del qua qua... La purezza dell'armonia senza tempo di un sonetto balza agli occhi del lettore. C'è chi ha il talento di scrivere sonetti e chi invece non è in grado né di scriverne, né di fare commenti sensati. E se non si comprende questo, davvero "mala tempora currunt"!
Bisogna il più possibile scrivere come si parla, e non troppo parlare come si scrive. Un grande poeta, un poeta veramente grande, è l'essere meno poetico che esista; invece i poeti mediocri sono assolutamente affascinanti. Quanto più cattivi sono i loro versi, tanto più pittoresco è il loro aspetto. Egli vive la poesia che non riesce a scrivere; gli altri scrivono la poesia che non riescono a tradurre in realtà. Oscar Wilde_
Leggendo questa lirica, ho voglia di scrivere quello che Socrate rispose, secondo Diogene Laerzio, all'oracolo di Delfo, che aveva detto essere egli l'uomo più saggio di tutta la Grecia: "Hoc unm scio, me nihil scire... questo solo so, che non so nulla. E proprio questo può capitare al Poeta quando pensa di trovarsi senza ispirazione, ma poi, nella realtà, riesce a comporre poesie - nel caso specifico, un sonetto in bello stile classico e dalla musicalità coinvolgente - come questa, dove, mettendo da parte penna e foglio, si mette a guardare la campagna ed anche oltre, tanto da far intuire l'infinito. E, di fronte a tanta immensità, lentamente scende una lacrima, pensando alla sua piccolezza di fronte alla grandezza del creato.
Amico caro, trovarsi ad esplorare l’infinito, scoprire di averlo anche per un solo attimo capito è cosa che fa tremare le vene. Quell’attimo è poesia, se si riesce a fondere in parole l’estrema nostalgia che ti pervade, lo sgomento che non puoi contenere, il timore del nulla che ti assale. E allora ti ritiri, cosciente della strada che s’impenna, della sovrana altezza, e lì tentenna ogni certezza che si sia poeti per davvero. Dal posto dove svetta la cima incontrastabile di eventi che danno affanno all’anima, da lì potrai sortire con preghiera, un bagno di umiltà che ti fa onore, e non è resa, bada, ma singolare amore di onestà. Nessuno mai, nessuno, se non i lumi dell’umanità, saprà brillare in quella sommità.
Ho esitato alquanto prima di commentare questa poesia, dopo averla letta più volte (e dopo aver letto tutti i commenti), perché l'ho trovata piuttosto enigmatica: attraverso l'ammissione di una sua presunta incapacità di suscitare emozioni, il poeta invece le suscita, eccome! E' chiaro che le parole non possono andare oltre un certo limite, ma il poeta questo limite l'ha raggiunto egregiamente, ed è proprio codesto lindo e perfetto sonetto ad avvicinarci il più possibile a quella porta che si apre sugli indicibili misteri del creato.






