Sapide stille
Sapide stille
traggono inganno,
di labbra innocenti
avide ma schiuse.
Stupite di sé
nella voglia amorosa,
dolce d’estasi
l’assaporo compiuto.
L’ambrosia d’amore
rivela svelata,
l’assetata pretesa
dell’acre nettare.
Persistenza tardiva
all’atto compiuto,
del gusto proibito
d’Anime complici.
©
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L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
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