Ancore del tempo
Ancore del tempo,
aggrappate
ai propri ricordi
di solitarie memorie.
Calate ai fondi
di porti d’Anima,
dove sostare
all’occorrenza.
Riposo giunto,
che sapeva d’essere
inutile
nel vano ritardo.
L’infinito ripetersi
percorre se stesso,
negli sguardi accolti
e mai restituiti.
Occhi vani
d’appartenenza muta,
la paura del proprio timore
lasciato in pegno.
Tra ritorni sinceri
ormai impossibili,
resi tardivi
perché annunciati.
©
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L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
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