L'aperto

e dove non si vede il senso,
tanti sensi
e dove non si vede il fondo,
tanti fondi
e dove l'acqua ristagna
imputridisce
impallidisce il segno
si fa morto che parla al morto
al vento, campana che dilegua
nell'etere immoto
il tocco dell'annunciazione
non canto al vento no
ma a la tempesta,
questa tempesta che con forza ci trascina
e fa tremanti sulla piccola navetta
sulla debole navetta della vita
e dove non si vede il senso
tanti sensi che ad essa vanno,
e dove non si vede il fondo
tanti fondi che la rifletteranno
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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