Sonetto dell'anno che muore
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
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Abbiamo bisogno di speranze e ci affidiamo al tempo che verrà per poter vedere apparire cose belle o buone nella nostra vita. Sappiamo d’illuderci ma, nonostante tutto, siamo pronti a farlo di nuovo. L’anno che va via ormai è passato, e dimentichiamo le promesse non mantenute. E’ come perdonare qualcuno per aver commesso una cattiva azione.
Un raffinato sonetto di riflessione sullo scorrere del tempo: negli ultimi giorni di dicembre ci si dimentica dell'anno che finisce e si accoglie festeggiando e illudendosi quello nuovo. Ecco l'originalità del Poeta: non chiede nulla all'arrivante, ma saluta solo il partente.

