Cardini rotti

Spiraglio di luce nel blu profondo
da una serratura chiusa a chiave,
la porta dove nascondo
il timore timone della mia nave.
Passo dopo passo mi avvicino,
in mano una spada di legno
contro le fiamme che sdegno
chiuse dietro quel sipario come un camino.
Le mie dita sul pomello che scotta,
lama di schegge intrepida aspetta,
i cardini arrugginiti non cigolano:
la chiave dorata è quello che aspettano.
Frugo nelle tasche ma non trovo niente,
l'unica soluzione è aprirla a spallate.
Di prepotenza mi avvento potente
e sento cedere le rozze grate.
Colori che baluginano nella notte
illuminano le pareti crepate
da mille terremoti e altrettante lotte
combattute per far splendere l'estate.
Eccomi finalmente in un angolo,
legato dalle mie stesse paure,
a guardare da un buco il buio
mentre il sol splendeva singolo
dietro le mie spalle scure
in un pomeriggio di luglio.
©
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