Alla rinfusa
Pier Giorgio Cadeddu
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Salgono inconsapevoli i miei anni freddi
gelati di saggezza e di retorica,
scale tortuose per non si sa dove
attorcigliando nel ritmo e nella penna
rime taglienti e sillabe di pietra,
sculture anomale di una qualche poesia
finita tempo fa tra i fili d’erba
e le stagioni che non hanno canto.
Fuori dai vetri pallidi
In ordine casuale e fatuo
aguzzi uccelli neri
come rami penduli e spezzati
affamano i ricordi del passato:
Il giudizio degli anni
epifania venuta troppo presto,
è fuoco spento,
specchio riflesso di sguardo che non vede,
le corse inutili come cani al guinzaglio
affamati di gloria ad inseguire giorni;
Batte la pioggia il cuore a imprimere
diffuso in cerchi d’aria
l’ansimare decadente dell’inverno
e piange nuvole australi prive di confini;
mordente lo sfrigolio
di fiamma azzurra crepita
in lingue scintillanti,
impietoso a ricordarti ancora
che non è cielo l’indaco dei tuoi colori;
chissà dove andrà a chiudere la sera
il volo dei passeri al tramonto.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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Claretta Frau2 gennaio 2016
C'è tanto in questa poesia, una riflessione introspettiva di pregio che poco ha di cose buttate alla rinfusa, musicalità e ritmo l'accompagnano a ripercorrere sensazioni emozionali conservate con cura che il poeta in questa magnifica poesia generosamente ci regala.

