Tango e dintorni (III)
Mi respira
un fuoco nero
e mi risuonano di
ricordi tanghi coltelli
le mani e gli occhi.
E dondolano
ora
le risate rotonde e avide
rosse e d’oro
come su rami
e gli sguardi
e le attese secche
impigliate
per sbaglio,
anzi,
sbagli certi.
L’anima è un’urna.
Ricordi cenere polvere
e un olio denso e caldo.
Brucia
questo nero predatore
sotto le mani
sulle labbra
tra le gambe.
E’ un deserto avido
e ti abbraccia
(milonga di tempeste)
e ti reclama
e ti prende
e ti porta via.
©
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