Passuni i jorna
estro non diede beltà
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Mentri masricu u to visu ruci,
pensu o tempu chi sfuggi e passa,
chi tuttu cunsuma e nenti rassa,
feroci, spegni ra vita a luci.
Cu l'anni ti resta sula a vuci,
l'amuri s'incuntra ma non ripassa,
ma se ti pija mai più ti rassa
e l'anima, frantumata, ricuci.
Pe aviri nu pezzu i felicità,
a decidiri sulu cull'amuri,
svacanta a testa, jnchi u cori.
No basta sulu na grandi volontà,
m'aj a sentiri sempri a tutti l'uri,
e se mi baci pari ca mi mori.
Scorre il tempo
Mentre mastico (rumino) il tuo viso dolce,
penso al tempo che sfugge e passa,
che tutto consuma e niente lascia,
feroce, spegne della vita la luce.
Con gli anni rimane solo la voce,
l'amore si incontra ma non ripassa,
ma se ti prende mai più ti lascia,
e l'anima, frantumata, ricuce.
Per avere un pezzo di felicità,
devi decidere solo con l'amore,
svuota la testa, e riempi il cuore.
Non basta solo una grande volontà,
mi devi sentire (percepire) sempre a tutte le ore,
e se mi baci ti devi completamente lasciare andare.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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