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Dialettali 10 gennaio 2016 · lettura 2 min · 2754 letture

Passuni i jorna

estro non diede beltà 91 poesie pubblicate
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Mentri masricu u to visu ruci, pensu o tempu chi sfuggi e passa, chi tuttu cunsuma e nenti rassa, feroci, spegni ra vita a luci. Cu l'anni ti resta sula a vuci, l'amuri s'incuntra ma non ripassa, ma se ti pija mai più ti rassa e l'anima, frantumata, ricuci. Pe aviri nu pezzu i felicità, a decidiri sulu cull'amuri, svacanta a testa, jnchi u cori. No basta sulu na grandi volontà, m'aj a sentiri sempri a tutti l'uri, e se mi baci pari ca mi mori. Scorre il tempo Mentre mastico (rumino) il tuo viso dolce, penso al tempo che sfugge e passa, che tutto consuma e niente lascia, feroce, spegne della vita la luce. Con gli anni rimane solo la voce, l'amore si incontra ma non ripassa, ma se ti prende mai più ti lascia, e l'anima, frantumata, ricuce. Per avere un pezzo di felicità, devi decidere solo con l'amore, svuota la testa, e riempi il cuore. Non basta solo una grande volontà, mi devi sentire (percepire) sempre a tutte le ore, e se mi baci ti devi completamente lasciare andare.
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estro non diede beltà

Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.

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