Sogno di morte e d'abbuffata
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
Che simpatico sonetto ricco di ironia e verità. Nei sogni spesso la paura o la circostanza di essere sepolti e questo altro non è che una nostra proiezione che psicologicamente ha rilevanza nel nostro stato d'animo evidentemente predisposto alla morte. Non mi sembra questo il caso però trovo particolarmente interessante la sfida fra spirituale e materialità. Ognuno poi, come di fronte ad un quadro, legge quel che vuole . Molto apprezzata nel suo pur semplice contenuto ma molto molto divertente.
Da giovane andai al cinema a vedere "La grande bouffe", o "La grande abbuffata", un film di Marco Ferreri allora appena uscito, in cui un gruppetto di amici (tra i quali un indimenticabile Ugo Tognazzi) decide di suicidarsi nel modo più piacevole che possa esserci, mangiando cioè fino all'eccesso. Questa poesia di Lorenzo (non un sonetto, una volta tanto) mi ha fatto rivivere piacevolmente un po' quell'atmosfera, e potrebbe candidarsi ad essere un valido epilogo di quel famoso film: i morti, insaziabili, resuscitano per potere poi di nuovo morire nel più dolce dei modi!
