L'indelebile forma delle tue labbra

- Conosco a malapena il tuo respiro
anche se ho sostato sul tuo petto –
Quella sera,
seduto sul letto,
guardavi la porta.
Pronunciando
il tuo duro e dolce verbo
sull’anima volteggiante,
nelle stanze di un altro tempo.
Con un sorso di vino,
col tuo sorriso calibrato.
- Non so cosa mi sia rimasto di te,
forse l’indelebile forma delle tue labbra -
Facevi cadere la cenere dalla sigaretta
e ti chiedevo ad alta voce di restare.
Perché nel tuo torace
pulsava la vita.
E dentro me
tremava la paura di lasciarti andare.
Ma ti spingevi oltre,
mentre io rimanevo
al di qua della soglia.
E sceglievi
un’inutile separazione,
in quel soffio di vento
tra le foglie di settembre.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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