Petali cadenti
Pasquale Farallo
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Sono giorni lievi questi,
quasi evanescenti
come petali cadenti,
staccati con cura dal vento
e portati nell’aria a vagare lontano
La corolla li stringe impotente
fluttuando leggera nel vuoto...
È un fiore che lento si sfalda
sul ramo coperto dai nodi.
Disteso sui fianchi del monte
aspiro salir sulla cima, imponente
ma sempre a valle ritorno
più stanco e avvilito di prima
Sentieri dai mille risvolti
mi portano sempre in quel punto...
Dove sono le antiche certezze?
Dove le ambite carezze?
Eppure con viva speranza
avanti con forza mi spingo
portando pesanti fardelli
raccolti a fatica nel tempo
Potessi almeno scaldare
le mani trafitte dal gelo:
Crudele e dolente destino
dell’eterno viandante in cammino
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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D’Urso Marino14 gennaio 2016
un viandante solitario braccato dal gelo e dal destino crudele che crede inutile salire quel monte se poi ogni volta ne discende avvilito pensando ad un passato felice e ad un presente senza carezze e certezze.
