Seppellire
Celarsi
nella propria Anima
come fosse terra
d’accoglienza.
Soffice sia dunque
la coltre bruna
perché Si faccia
luogo di requie.
Ferreo scrigno
ma solo
d’inviolabile
custodia.
Così che ora
la memoria
più segreta
d’intimità compiuta.
Sappia
lasciarsi cogliere
dalla coltre
di sonno.
Mai sia
meno
la consapevolezza
seppur perduta.
Che ogni
particella
della vita
di quei ricordi.
Saprà trovare
nel proprio riposo
l’occasione
per nascere.
Di nuovo
a ogni
rinnovarsi
del sorgere.
Di ognuno
dei giorni
dell’esistenza
decisa e dovuta.
Nel cui abbraccio
quella stessa
rimembranza
d’oblio.
Si è lasciata
abbandonare
certa e cosciente
infine.
Di un avvenire
ormai
senza più tempo
né i suoi limiti.
Seppur solo scandito
da ogni pensiero
a lei
rivolti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!