Pensieri di un migrante siriano

È una madre che piange
la mia terra dimenticata,
i suoi piedi di fango
su una strada stremata
un'anta rotta
con il vento langue
e gli scoppi sordi
ancor chiedono sangue
tutto è fermo da tempo,
cristallizzato,
un corpo freddato
giace dimenticato
un infante geme
perché è stato perduto
ma l'alba di domani
porterà sicuro aiuto
così il freddo sguardo
volgerà sul diverso
donando nuova vita
a un luogo che si è perso.
©
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