Giovenale e i controllori
I controllori sono pronti e attenti
a controllare, compito apprezzato,
e lo fanno con spirito di corpo...
grande baldanza e forte è la passione.
Di ogni società in tutti i campi
vedono giusto il vizio dando d'ascia
ed il colpito vien costretto a dire
che l'hanno colto in fallo senza dubbi.
Spesso però son presi dal furore
nel guardare dei poveri tapini,
lasciando ch'altri, pesci astuti e pronti,
passino fra le maglie della rete.
E s'assiste così all'irretimento
di pesciolini solitari al mondo
mentre il furbastro, tronfio e ben protetto
vaga libero fuori dal controllo.
Lo disse Giovenale nelle Satire,
lui poeta latino di gran vaglia
che rideva dei vizi del suo mondo
e li frustava con la grande arte:
"I custodi controllano, ed è vero,
comportamenti ai quali sono addetti,
ma noi diciamo senza dar di fuori:
chi sarà che controlla i controllori?”
E spesso i controllori in questo mondo
hanno pure la faccia da elogiare
chi controllato falsamente e male
infrange anche la regola morale.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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Vaibhava das Vito Parisi22 gennaio 2016
Leggendo questo brano, mi sono ricordato, da una parte, dei censori quali Catone, dall'altra dei censori benpensanti di fine ottocento a Vienna, ex colonnelli, in pensione, con baffi pettinati e doppiopetto, monocolo e bastone da passeggio, sussiego da gala e perbenismo da salotto. Avevano un fondo buono, benché intransigenti nel condannare il modernismo. Mi sono soffermato sul brano vostro volentieri, e con attenzione.
