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Ribellione 22 gennaio 2016 · lettura 1 min · 957 letture

Giovenale e i controllori

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ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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I controllori sono pronti e attenti a controllare, compito apprezzato, e lo fanno con spirito di corpo... grande baldanza e forte è la passione. Di ogni società in tutti i campi vedono giusto il vizio dando d'ascia ed il colpito vien costretto a dire che l'hanno colto in fallo senza dubbi. Spesso però son presi dal furore nel guardare dei poveri tapini, lasciando ch'altri, pesci astuti e pronti, passino fra le maglie della rete. E s'assiste così all'irretimento di pesciolini solitari al mondo mentre il furbastro, tronfio e ben protetto vaga libero fuori dal controllo. Lo disse Giovenale nelle Satire, lui poeta latino di gran vaglia che rideva dei vizi del suo mondo e li frustava con la grande arte: "I custodi controllano, ed è vero, comportamenti ai quali sono addetti, ma noi diciamo senza dar di fuori: chi sarà che controlla i controllori?” E spesso i controllori in questo mondo hanno pure la faccia da elogiare chi controllato falsamente e male infrange anche la regola morale.
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Con grande spirito di osservazione dei vizi umani, il poeta satirico latino Giovenale colpì nel segno con la sua famosa constatazione “quis custodiet custodes?”, che tradotto in forma moderna sta a significare “chi controllerà i controllori?”. Ed è un principio che va applicato a molti campi della società. Non esagero se dico: forse a tutti, o almeno a molti.

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (1)

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Leggendo questo brano, mi sono ricordato, da una parte, dei censori quali Catone, dall'altra dei censori benpensanti di fine ottocento a Vienna, ex colonnelli, in pensione, con baffi pettinati e doppiopetto, monocolo e bastone da passeggio, sussiego da gala e perbenismo da salotto. Avevano un fondo buono, benché intransigenti nel condannare il modernismo. Mi sono soffermato sul brano vostro volentieri, e con attenzione.