Questa tua notte di sonno profondo
M’accorgerò d’un tratto di non aver pelle
sulle mie ossa; d’essersi sfarinata l'anima mia.
Perché non potrò soffocare
la mia vocazione d'averti amata.
E mentre dormi un sonno profondo,
non dirmi che hai deviato dal sentiero questa notte.
Storcerò allora lo spirito ribelle del tempo;
accalcherò questo mio soffio
tra gli spacchi e gli incavi della tua anima,
e inchioderò la luce
che un tempo illuminò i nostri profili.
Perché non diventi questa mia notte randagia,
profuga da sonni sereni.
E quando stringerò forte le tue mani,
in questa tua notte di sonno profondo,
non rendermi ricordo sbiadito
in qualche luogo appartato del tuo pensiero.
Perché, in quell'istante, sguainerò i silenzi
di tutte le stelle del cielo;
leverò loro la pelle
e la fisserò con chiodi a queste tue palpebre,
perché tu possa come girasole
che sta addosso alla linea del sole,
rendermi, in questa tua notte di sonno profondo,
ancora l'assoluto signore di ogni tua luce.
Ma se questa tua notte dovesse restare
sbrigliata del canto delle mie labbra;
del desiderio della mia lingua;
del sogno delle mie mani,
all’alba tacerà lo spirito ribelle
del mio cuore, che un tempo fu addomesticato
da ogni singolo tuo fruscio.
E della tua bellezza,
dea del mio cuore, lascerò che un altro ti canti la sua lode.
©
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