Ode al sonetto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (3)
Il bel sonetto è la forma di poesia che brilla per simmetrico decoro; la proporzione, in esso, vale oro, mio uopo è tramandarlo/ e così sia.
Che l’autore sia un fautore del sonetto è ormai indubbio! E lo difende a qualsiasi costo… Bene fa, giacché c’è chi si arroga la pretesa di emulare chi in realtà sa scrivere sonetti, giungendo però a un qualcosa di indefinibile. Costui, infatti, non scrive né in rima e nel rispetto delle regole della metrica, né in versi liberi, sciolti, che, ugualmente, se ben espressi, potrebbero portare a risultati lirici molto elevati. Personalmente, la lettura dei versi mi rivela quando sono in presenza di poesia vera e quando no. Al bravo Crocetti suggerirei però di non fare di tutt’erba un fascio… Seppur amante sviscerato del sonetto, chiederei di andare oltre, riconoscendo i veri meriti di una lirica, pur non condividendo la forma di componimento poetico.
Fino a pochissimi anni fa non avevo mai pensato di essere capace di scrivere un sonetto, ed è stato proprio leggendo, in questo sito, quelli di Crocetti e di un altro toscano che mi è venuta la voglia: ne ho pubblicati tre o quattro. Mi sono accorto che riuscire a farlo dà una soddisfazione un po' diversa da quella che si ottiene dagli altri generi poetici: rispettare il suo schema esige un lavoro di ricerca linguistica ben più paziente, e ciò porta, forse (almeno nel mio caso), anche a una maggiore freddezza e a più distacco; pur inoltrandoci in un argomento personale, alla fine si ha quasi l'impressione che i sentimenti si siano universalizzati e che valgano per tutta l'umanità!

