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Impressioni 30 gennaio 2016 · lettura 1 min · 899 letture

Ode al sonetto

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Giace il sonetto a terra impermalito per il fatto ch'è ormai considerato un genere che fu in passato ambito, gli tocca ora seguire un triste fato. Un tempo della musa illustre mito era da ogni poeta rispettato, per loro comportava un grande rito seguire le sue regole, era amato. Oggi vogliono scriverlo un po' tutti senza seguire norme sue precise e questi in evidenza sono i frutti, le regole in superbia sono invise e in sicurezza manco son studiate... ecco il sonetto, in forme, ahimè, sbagliate!
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Si leggono spesso poesie che vengono presuntuosamente definite “sonetti”, senza purtroppo che gli autori si siano dati premura di accertarsi di quello che è un sonetto, quali siano le sue regole, come si scrive. Un incoraggiamento invece a coloro che scrivono sonetti e sanno con modestia come si fa. E ci sono! Per ROSETTA SACCHI. E' andata oltre il mio pensiero. Io criticavo infatti solo chi definisce una sua poesia "sonetto", senza seguirne in assoluto le regole. Per tutti gli altri generi, se regolari, ho rispetto.

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (3)

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Il bel sonetto è la forma di poesia che brilla per simmetrico decoro; la proporzione, in esso, vale oro, mio uopo è tramandarlo/ e così sia.

Rosetta Sacchi30 gennaio 2016

Che l’autore sia un fautore del sonetto è ormai indubbio! E lo difende a qualsiasi costo… Bene fa, giacché c’è chi si arroga la pretesa di emulare chi in realtà sa scrivere sonetti, giungendo però a un qualcosa di indefinibile. Costui, infatti, non scrive né in rima e nel rispetto delle regole della metrica, né in versi liberi, sciolti, che, ugualmente, se ben espressi, potrebbero portare a risultati lirici molto elevati. Personalmente, la lettura dei versi mi rivela quando sono in presenza di poesia vera e quando no. Al bravo Crocetti suggerirei però di non fare di tutt’erba un fascio… Seppur amante sviscerato del sonetto, chiederei di andare oltre, riconoscendo i veri meriti di una lirica, pur non condividendo la forma di componimento poetico.

A
Antonio Terracciano1 febbraio 2016

Fino a pochissimi anni fa non avevo mai pensato di essere capace di scrivere un sonetto, ed è stato proprio leggendo, in questo sito, quelli di Crocetti e di un altro toscano che mi è venuta la voglia: ne ho pubblicati tre o quattro. Mi sono accorto che riuscire a farlo dà una soddisfazione un po' diversa da quella che si ottiene dagli altri generi poetici: rispettare il suo schema esige un lavoro di ricerca linguistica ben più paziente, e ciò porta, forse (almeno nel mio caso), anche a una maggiore freddezza e a più distacco; pur inoltrandoci in un argomento personale, alla fine si ha quasi l'impressione che i sentimenti si siano universalizzati e che valgano per tutta l'umanità!