Spogli viali

già il grigio autunno
fa cadere le foglie
che sull'asfalto livide
agonizzano,
ma sul viale spoglio
c'è la finestra aperta
della casa che abitavi tu
quanto ho pianto per te!
su, su ridi di me
se ho pianto per te
Stringo dannata fra le mani
la lettera che ha strappato
il mio primo pianto,
l'anima si offusca
ma ella spera ancora
di ritornare da te
quanto ho pianto per te!
su, su ridi di me
se ho pianto per te
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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Rosetta Sacchi15 agosto 2017
Malinconia e dolcezza si fondono sulla scia dei ricordi e per i viali spogli. Un’anima che soffre al ricordo d’una lettera, la prima, la preannunciata agonia delle foglie. I versi si ripetono come un ritornello, una vaga ironia nel finale “quanto ho pianto per te!/ Su, su ridi di me/ se ho pianto per te”, è solo per lenire il dolore. Molto bella!
