Tempus Fugit
Roberto Pozzi
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L’eterna lancetta del tempo
ruotava nell’aspettato senso
e le illusioni di un sospetto presente
non mi avevano restituito i sogni
distrutti dall’inconscia paura.
Con furiosa sete di vendetta,
splendide visioni di divini corpi
abbandonatati a tutt’altri destini,
ritornavano nella mia immediata mente
come sadiche varianti di antiche torture.
Sentendo il malinconico rimpianto
dei miei imperdonabili errori
personificati nei leggendari archetipi,
ritrovavo tutti i discendenti
della lussuriosa Elena
e del possente Achille
per cui non avevo lottato.
Non credendomi all’altezza
di poter amare ciò che non rispecchiavo,
il tempo ha continuato a sfuggirmi,
possedere anche per un solo attimo,
quell’orologio senza lancette
per sentirmi amato da un semidio
che in passato avevo respinto,
sarebbe l’unico plausibile percorso
al mio paradiso perduto!
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L'autore
Roberto Pozzi
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