Voci dalla rada

Sorge
pallido il sole;
come cavallo
imbizzarrito
corre senza meta
tra veli di nuvole nere
Chimere stanche
intessute su spicchi di cielo
si sfilacciano
cadono lente
abbracciate a lacrime di pioggia
Specchiato su un'onda placida
il viso di un bimbo
sorride alla vita
guardando all'orizzonte lontano
Spose
di scuro vestite
gettano fiori recisi
dentro recinti ombrosi;
in coro pregano affrante
evocando vite rubate
Un colpo tonante
si piega una canna sul fiume salato
si radunano e fuggono
gli uccelli scampati
al tiro al bersaglio
Si levano voci dalla rada
s'accalcano sagome
attorno alla calcara abbandonata;
quanta gente smarrita
in questa terra bramata
depredata, svenduta!...
C'è freddo
mi raccolgo
dentro la mia tiepida vestaglia;
chiudo la finestra e penso
se domani sarà un giorno migliore
e potrò scaldarmi il cuore.
©
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