11 settembre
Il decollo, il rumore, lo schianto.
Poi la voce del dolore che frantuma i cuori.
I folli invece respirano ancora,
un tormento costante nelle loro inutili ore
non trova dimora nell'assenza di coscienza.
Rispetto, silenzio
per un orrore senza controfigure.
Sotto un sole spento la terra accoglie i corpi
di anime già lontane.
Pace e quiete mentre i fiori piantati
timidi cominciano a spuntare.
Un sorriso, una carezza e uno spiraglio di luce
per chi si affaccia alla vita senza capire il dolore
e sicuramente merita un mondo migliore.
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Commenti (2)
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Giovanni Monopoli6 settembre 2007
Poesia molto bella per un ricordo ancora vivo e che rimarrà indelebile nella vita di chi ha vissuto la terribile tragedia
I
Ilkonte7 settembre 2007
molto bella, non era facile trattare di questo argomento senza cadere nella banalità
