La profonda vallata
La vuota e profonda vallata,
distesa sopra il mantello del tempo,
il rombo cupo e vibrante dei cavalli impazziti
che percuotono, irrispettosamente,
l’ arida crosta che tutto separa
dalle materne viscere della Terra,
ed io, con il capo rivolto al cielo,
osservo il rapido fluire dei pensieri
che mi coglie estatico e sognante.
Inferti gli inusitati colpi a cotanta speme,
celati gli ultimi baluardi della giovinezza
dietro i colli della mia rovina,
quale meraviglioso tremito assaporai
allorché il fuoco ardente alle spalle
proiettò sulla grigia e corrosa muraglia della vita
la luce ed il calore della mia anima spoglia.
Stille di rugiada gelida e vaporosa,
le cime dei monti eterni affilate come lame
ovunque dilaniate dal vento e dai temporali,
cupi, spaventosi ed ingannevoli budelli,
bramosi di inghiottire impietosamente
le caviglie degli ignari viandanti.
Folate di ossigeno pungente
Solleticano il naso teso ad invocare essenze sacre,
lingue di lava rovente e brillante
illuminano le profane e peccaminose notti,
mentre strali densissimi di zolfo
avviluppano incessantemente ogni corpo vivo.
Lacerai la mia coscienza
Al ritmo di assurde cupidigie
E lasciai che i flutti salati e spumosi
Si avvicendassero a frustare i miei piedi esausti
Lungo la battigia fredda e molle.
L’ universo siderale suscita in me
tentazioni di imperitura pace interiore
ed il taciturno passaggio dei pianeti
mi coglie durante il placido sonno…
La tenue e puntiforme luce delle stelle
invade feconda e fulminea l’ anima mia…
©
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