Auschwitz: Andata senza ritorno
Pasquale Farallo
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Nei viali sporchi percorsi più volte a piedi nudi
da anime perdute deliranti nella notte
l’anima si perde
Sprofondati negli abissi più cruenti dell’orrore
raccapriccianti bassezze commisero ogni giorno
uomini simili alle bestie
Rigurgiti di automi senza umane sfumature,
cuori senza aloni né battiti d’amore
sordi ad ogni voce, ad ogni invocazione
Questo si vide, in fondo al tunnel di quell’immane follia
dove solo si va avanti e non si torna indietro
invocandone la fine
Tutto questo avvenne un giorno
senza neanche avvertirne il peso, enorme
come se fosse solo un gioco di crudo abominio...
Anche ad Auschwitz sorgeva il sole ogni giorno
ma grosse nubi di nauseante fumo nero
ne offuscò per sempre il suo antico splendore
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
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carla composto6 febbraio 2016
bassezze vessazioni uomini peggio delle bestie, un tunnel senza fine ...bella e sentita lirica molto apprezzata il mio elogio

