Acqua salata
Roberto Pozzi
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Il vetro che mi rinchiude
è appannato dal mio respiro,
sapendo di essere impotente
al malvagio volere del fato,
sento la mancanza d’aria
nella bara di cristallo
dove sono stato emarginato
sin dal mio primo giorno.
Non c’è molto da aggiungere
a questi malinconici versi,
speravo di diventare un pesce
che sapesse nuotare nell’oceano
di questa insensata vita,
ancora una volta,
il destino ha previsto per me
un altro incompiuto finale.
Porsi quella scomoda domanda
significa che questo gioco è finito,
il mondo ha di nuovo vinto
la solita partita a scacchi,
devo cambiare la strategia
per trovare il mio bramato mare,
non posso continuare a vivere
in un acquario fatto
di acqua salata.
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