(Il) Senza nome II
Francesco Falconetti
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Tra distese e sibili di papaveri rincorro assurde le rondini,
(che) virano rette dolcemente verso nord
l’oriente è luogo d’oceani e abissi, che pesca fantasmi intirizziti.
E (così) guardo l’orizzonte,
più ad Oriente, più ad Oriente del sole, lì dove tutto trasforma in tramonto,
riflessi di luci in un’improbabile vittoria del bene sul male
che giudica i giudici
sconfitti, anch'essi, dai loro dogmi.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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nemesiel12 febbraio 2016
Impressioni che scatenano pensieri e conducono a riflessioni. Quell'oriente a cui il poeta guarda, luogo di abissi da cui si pescano fantasmi intirizziti ... che va più a oriente del sole (quasi impossibile se non con gli dell'anima e con lo sguardo di chi sa vedere e immaginare...)...non è forse l'oriente complesso e controverso dell'esistere? L'improbabile vittoria del bene sul male... giudici sconfitti dai loro dogmi... mette i brividi questa visione che è tutt'altro che una probabilità... Poesia forte e affascinante

