727 lettori online · 355.523 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 10 febbraio 2016 · lettura 2 min · 1823 letture

La steppa e la neve

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
+ Segui
C'era il sole appena uscito dagli ulivi ombre lunghe di due gambe sul sentiero che ti vidi comparire col sorriso dei bambini sulla strada tra la chiesa e il cimitero. Mi dicevi che la guerra era finita e che forse, ora tuo padre ritornava io tacevo, lo sapevo, e mentivo al tuo sorriso che tuo padre nella steppa riposava. Certe volte noi dobbiamo andar lontano per capir di quanto amore abbiam bisogno e non basta che finisca il male che ci ruota attorno non si torna perché ormai siam dati in pegno. Tu ridevi e disegnavi sul quaderno lui che ti teneva in spalla in mezzo al prato e lo stesso tuo disegno sotto il ghiaccio, infreddolito riposava nella tasca di un soldato. C'era il sole appena uscito dagli ulivi come lacrime dorate in mezzo al bianco dove secchi rami spogli dopo fogliano tardivi quando il tempo, della guerra si fa stanco. Ed allor sarebbe l'ora di tornare ed allor sarebbe l'ora per chi deve di vedere due ombre lunghe e gambe corte sul sentiero che non sanno della steppa e della neve.
#Padre#Militare#Morte
♥ 0 💬 3
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Certe volte ... ci si allontana... e si rimane prigionieri della "steppa e della neve" immagine dal web

L'autore
Davide Ghiorsi
Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Adele Vincenti10 febbraio 2016

a volte ci allontaniamo, restando vicino... credo, nessuno vorrebbe dare questa impressione ... ma, non dipende solo da noi stessi, chi ti è accanto a volte ci percepisce diversamente, non ci rendiamo conto che invece siamo noi, a camminare distanti dagli altri... bella ...apprezzata...

alias Marina Pacifici11 febbraio 2016

Una bellissima poesia, che in prima lettura mi ha fatto pensare alla tragedia dell'Armir e dei soldati italiani durante la spedizione in Russia nell'ultimo conflitto mondiale, visti con gli occhi di due bambini, uno che attende che il padre ritorni dalla guerra, l'altro che sa della fine del medesimo e che l'attesa dell'amico sarà vana. Tuttavia, al di là del senso letterale, la steppa innevata ben rappresenta il perdersi durante la vita di persone importanti per il nostro mondo affettivo, che si allontanano e si disperdono: per stanchezza, depressione, viltà o soltanto per il desiderio d'abbandono. Davvero molto bella.

nemesiel14 febbraio 2016

Una doppia lettura, una immediata, fisica che rimanda a vicende tragicamente reali... l'altra che si sposta su un piano metaforico, che riguarda le proprie scelte e gli inevitabili rimpianti. Entrambe portate sull'onda di versi emozionanti che sembrano ballate alla De Gregori, versi che coinvolgono e commuovono, che hanno il pregio dell'immediatezza in ogni senso...