La steppa e la neve

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a volte ci allontaniamo, restando vicino... credo, nessuno vorrebbe dare questa impressione ... ma, non dipende solo da noi stessi, chi ti è accanto a volte ci percepisce diversamente, non ci rendiamo conto che invece siamo noi, a camminare distanti dagli altri... bella ...apprezzata...
Una bellissima poesia, che in prima lettura mi ha fatto pensare alla tragedia dell'Armir e dei soldati italiani durante la spedizione in Russia nell'ultimo conflitto mondiale, visti con gli occhi di due bambini, uno che attende che il padre ritorni dalla guerra, l'altro che sa della fine del medesimo e che l'attesa dell'amico sarà vana. Tuttavia, al di là del senso letterale, la steppa innevata ben rappresenta il perdersi durante la vita di persone importanti per il nostro mondo affettivo, che si allontanano e si disperdono: per stanchezza, depressione, viltà o soltanto per il desiderio d'abbandono. Davvero molto bella.
Una doppia lettura, una immediata, fisica che rimanda a vicende tragicamente reali... l'altra che si sposta su un piano metaforico, che riguarda le proprie scelte e gli inevitabili rimpianti. Entrambe portate sull'onda di versi emozionanti che sembrano ballate alla De Gregori, versi che coinvolgono e commuovono, che hanno il pregio dell'immediatezza in ogni senso...



