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Ribellione 12 febbraio 2016 · lettura 2 min · 937 letture

I grandi poeti, vati da emulare

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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Nei siti letterari ce n'è gente che crede di poesia essere essenza e aspettano soltanto riverenza guardando su se stessi solamente. Pensano d'esser vati di poesia e per tutti apparir meravigliosi senza che alcuno dir contrario osi ed un critico affatto non vi sia. Aspettano l'elogio e solo quello e ad ottenerlo anche un sistema vale, riunirsi in un bel gruppo regionale e scambiarsi un commento, ma che bello! Ignorano la dea dell'ironia e se qualcuno che non ci ha la tema sorride solo un po' di quel poema con ira e rabbia lo fan cacciar via. Son grandi aedi, lirici possenti che esprimono le lor pene d'amore in versi in cui soffrire tu li senti e ti fanno scoppiar... di pena il cuore. Han nella mente un desiderio enorme d'un tal capolavoro di poesia e che nessuna critica ci sia... oppure ne cancellano le orme. Ed io che sono un cantastorie solo, un poetastro che suona al cielo e al mare, nella grandiosità li lascio stare e con la mia chitarra prendo il volo. Canto le mie romanze e non m'aspetto plausi ed elogi come questi vati che avvertono la gloria e son beati... io so poetare solo nel sonetto. Però ci ho tanta invidia e anch'io vorrei scrivere come loro di poesia, ma che questo avverarsi mai lo sia perché... ragli di ciuco emetterei!
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La vera poesia non è nella ricerca solo di consensi. L'autentico poeta scrive quello che sente realmente e non desidera svoltolarsi negli elogi, li accetta ma non li considera essenziali, è lieto se riesce ad esprimere il suo sentire. E il vero poeta sa trattare ogni argomento guardando principalmente a se stesso, senza preoccuparsi di piacere agli altri . Quant'è lontano da me il poeta che vorrei essere!

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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Commenti (3)

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Hariseldom12 febbraio 2016

Oh perbacco che sconcezza da far male alla capezza osi dunque inveire sui grandi poeti del divenire? Che tu possa bruciare dunque all'inferno e quando è estate e non inverno io ad esempio son poeta dai grandi meriti conosciuto da via Gramsci sino al mio palazzo e non dire che son pazzo non voglio sentire altro che elogi come del cucù sia il suono degli orologi che ripeton sempre le stesse cose mi hai emozionato sono addolorato ma solo questo voglio sentire altre cose di me non dire. I poeti sono ortaggi melanzane e carote io per me che son carnivoro a loro o sempre preferito le mie salmonate trote.

A
Antonio Terracciano12 febbraio 2016

Mi soffermerei su due cose. Per quanto riguarda i clan regionali, ho notato anch'io che certi poeti amano circondarsi di ammiratori prevalentemente della loro stessa regione: è evidentemente, in alcune zone, un'abitudine radicata, anche in altri ambiti sociali... Per ciò che concerne la contentezza di scrivere innanzitutto per se stessi, mi tornano prepotentemente in mente gli ultimi versi di "Les trompettes de la renommée" del mio amato cantautore Georges Brassens, i quali dicono (non ho lo spazio per trascriverli anche in originale): "Se il pubblico vuole le mie canzoni, le canto subito; se non le vuole, le rimetto nella mia chitarra. Rifiuto di pagare il prezzo della gloria, e sul ramo di alloro mi addormento come un ghiro! "

Ettore Salamena15 febbraio 2016

UN GRANDE, ANZI DUE!! Cerco di stare il meno possibile con lo smartphone in mano per problemi di artrosi, artrite, tendinite ... sapete l'età ..., ma dopo aver letto questa esilarante e oculata poesia, nonché il controcanto di Mister Hariseldom, assicuro che come minimo metterò il mio segnalibro se non altro come ringraziamento ad entrambi per il piacevole momento condiviso con la mia consorte, ma soprattutto per averci una volta tanto allontanati dalla TV!!!