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Introspezione 13 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1759 letture

Accesi silenzi

emmalisa lucchini 194 poesie pubblicate
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E' lo stesso silenzio che mi avvolge intona, il tumulto della mia anima. Negli accesi silenzi pallide figure. Non ho più tempo perdo me stessa nell'intimità della sera in un angolo, mentre abito la solitudine le parole vengono, non so dare un nome all'ombra nella quale sopravvivo. l'isolamento mi ha scolpito a sua immagine. Estate di un momento lontano l'estremo sacrificio nelle nebbie di un sogno. La marea lunare è un nodo in gola palpito estremo di una fuggevole estate.
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L'autore
emmalisa lucchini

Emma Elisa, felice di entrare in questo mondo immenso che è la poesia. In questa oasi ho letto poesie che mi hanno commossa e divertita. Leggere e scrivere per me è un piacere sensuale, avere davanti la pagina bianca in trepidante attesa di segni e parole...traghettare emozioni dell'anima sul foglio bianco è stupendo

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Commenti (5)

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Sara Acireale13 febbraio 2016

Il silenzio, il mancato suono delle parole può portare disorientamento in un'anima sensibile. È un attimo di vita perduto nel nulla mentre si brama ardentemente quel mancato bene che è il comunicare. Profonda poesia introspettiva

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Ronny13 febbraio 2016

Un gran bel canto introspettivo. Mi piace un sacco “… non so dare un nome all’ombra nella quale sopravvivo”, hai centrato il punto. Quell’ ombra forse non ha un nome, forse non si svelerà mai, quell’ ombra forse siamo noi, il nostro mistero, possiamo avvicinarci ma, quando l’istinto ci illude di trovarci a pochi passi, in realtà, siamo solo all’ inizio. Ottima riflessione comunicata con tocco musicale che invita a rileggerla più volte.

nemesiel13 febbraio 2016

"Non so dare un nome all'ombra nella quale sopravvivo"...corpo della poesia che richiama a quel "male di vivere" che una volta preso non lascia più se non a tratti o da noi stessi mascherato... L'uomo è fondamentalmente solitudine, isola che solo a tratti è visitata da altri... mai nessun ponte gettato sarà percorso per sempre

Salvatore Masullo13 febbraio 2016

Lirica che colpisce il lettore per l'uso appropriato di un ossimoro ("accesi silenzi") e la costruzione di prorompenti versi intorno ad esso. Smarrimento e continua ricerca della propria identità in un'atmosfera lunare, nel quale si dibatte il proprio Io alla ricerca millenaria della propria identificazione e collocazione. Come sempre, nelle poesie di questa valente Autrice, è il gioco sapiente degli elementi della natura (la sera, le nebbie, le maree) che si fondono e diventano un tuttuno con lo stato d'animo dell'essere. Anche la chiusa finale è scena di una fuggevole estate che si dibatte per non consumare l'estremo palpito dell'essere in vita. Bellissima l'espressione di un sogno che diventa preda delle fitte nebbie della vita!!!

Pagu14 febbraio 2016

Silenzi che si rincorrono, ricordi e ombre in una stagione che cambia come cambia la vita. Una poesia intensa, profondamente riflessiva e bella, che si legge e si conserva tra le cose care. Complimenti alla poetessa.