Svegliami l'Aurora
Anna Maria Scamarda
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Svegliami l'Aurora
mentre leva,
con le sue ciglia smeraldo ancora chiuse,
il Canto blu dell'Amore;
e lo adagia per monti e valli
sull'ali vermiglie di pagliuzze d'oro.
Strappami la morte dalle membra,
e drizzami le ossa lassù,
in Cima alla Speranza del Risveglio.
Scioglimi i pensieri fra i capelli
profumati di spighe,
su quel vento che mormora la pace,
ondeggiando, leggero, per le vie del cuore.
E' stanco il sogno degli aquiloni
legato a un albero di lacrime disperse.
Ed ha paura del buio...
Dorme d'un sonno irrequieto
dove martella il dolore.
La notte inizia a bussare di nuovo
sul pallore della luna,
mentre i libri pregano storie d'Amori
che han perso il sonno sul davanzale delle stelle.
Sul cuscino miagolano, adagio,
le movenze della luce blu
a chetare gli occhi.
Sogneranno ancora la fioritura dei nidi piccini
sulle fiabe addormentate delle fate.
©
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (2)
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Silvia De Angelis16 febbraio 2016
Immagini bellissime e colme di colori, per un poetare espressivo e fantasioso che dà colore a una lirica elaborata con grande spontaneità... Versi molto apprezzati
Giuseppe Gallo16 febbraio 2016
Delicata, eterea e profumata questa lirica dai versi inebrianti ed espressivi che donano pace e serenità al lettore, colpito dalle magnifiche immagini delicate ed appassionate. Ottimo lavoro.


