Del tempo tuo

Sull’ingrato percorso tu...
non hai terra
che ti appartenga
e a piedi scalzi muovi
su affilati sassi
Tu, preda del fato
arde l’anima tua
sui carboni ardenti
dell’incoerenza
figlia dell’indifferenza.
Volgi lo sguardo
su cumuli di macerie
inciampi...
E nei ricordi
fluttua il tempo
nell’otre della storia
fa rumore
smuovendo le viscere tue.
Rovisti
tra i meandri appesantiti
e riempi i polmoni
di inutili sospiri
smarrendo il senso
ma non disperi
e sereni tornano
i respiri...
©
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L'autore
picciro
Sono il risultato di ciò che i sogni hanno plasmato.. un fiume in piena che riversa dall'anima la voglia del vivere..indipendentemente!
Commenti (1)
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Luciano Capaldo19 febbraio 2016
Fatalistica come impostazione di vita. Si procede perché è tutto segnato anche se poi il nostro cammino può essere accompagnato dalla speranza, questo il pensiero dell'autrice. Ritengo però che noi siamo il frutto delle nostre scelte e mi piace credere che non sempre sia il fato a decidere per tutto ma talvolta ne dubito e mi ritrovo a condividere quanto scritto in questa bellissima lirica. Forza di volontà, speranza e una buona dose di fattore fortuna. Molto apprezzata.

