L'isola del sogno
L'isola dell'approdo tanto ambito
dalla prua del battello ora m'appare
e nel vederla in cuor molto ho gioito
dopo quel navigare in aspro mare.
L'atollo che cercavo mi fa invito
a quell'attracco che fu il mio sognare
e quasi in un accordo definito
l'onde irruenti tosto fa acquietare.
Ma appena m'avvicino immensi flutti
e la furia dell'onda via mi spinge,
nel tempestoso mare mi respinge
per cui del mio vagar non godo i frutti
e ormai deluso l'animo dipinge
vana illusione che tradisce tutti!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
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alias Marina Pacifici20 febbraio 2016
Onirico sonetto ove appare la visione di un'isola incantata, metafora della felicità. Il vascello vi si avvicina, ma l'approdo è impossibile: le onde sospingono il natante lontano. Ed il Poeta, moderno Ulisse, non può baciare il suolo della nuova Itaca. Un sonetto di gran pregio e raffinatezza.
Clelia Maria Parente21 febbraio 2016
Stupendi versi che formano una sentimentale lirica. Letta e piaciuta lode al poeta. Complimenti!

