La città bianca
Pier Giorgio Cadeddu
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Offuscata traduzione dalla sua memoria,
cade nel vuoto la città bianca,
lussuria amara di colline e venti;
sui muri fragili e indolenti
schiudono fiori e muoiono parole,
geometrie frantumate dalla ruota del tempo,
cinema muto abbandonato nelle fughe distratte;
oltre la solitudine delle mie afflizioni,
tornano a casa i silenzi dei vinti,
frattaglie di utopie per gatti neri e strade di poeti.
Restano a divagare dietro finestre e spigoli,
insanguini abat- jour
luci lenticolari e pigri per occhi della notte,
solitarie barriere alla marea del sogno
avanzi alla rinfusa
di un giorno senza amore.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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picciro19 febbraio 2016
Nell'interpretare questa lirica, rileggo immagini particolari nella descrizione della vita! Una rappresentazione di soffuso pessimismo mi appare reso tutto esamine dalla mancanza di amore. Molto bella comunque nelle metafore insolite che resistituiscono il senso del dire del poeta! Complimenti...

