C'era
C’era un uomo
una volta
dal valore
vivo
in lui.
È sera
al crepuscolo
intonso
ormai compiuto
il suo fardello.
Anche l’Anima
di colui
che ricorda
la propria vita
del tutto spesa.
Sembra
che sia
vigile
seppure alla soglia
della pertinenza.
Già lui
appare quieto
e conscio
di quello
che accade.
Quale distacco
possa mai
divenire rinascita
se l’abbandono
è di se stesso.
Appare fatale
il gioco
perduto
nel tempo creduto
amico fedele.
Speranze riposte
negli abbracci
vuoti
e bugiardi
d’infidi amori.
Presenze
inutili d’origine
percorsi lasciati
del tempo
d’infanzia.
Nulla
e alcuno
mai seppe
tracciare
il segno più forte.
Lasciato intatto
d’inutile via
come se mai
giungesse
la sorte ingiusta.
Anime erronee
quante percezioni
di scelte
fatali
e mai attese.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
Tutte le opere →
L'autore
Peann Tobair
"...quando al di là della mia Anima e di ogni soffio del mio tempo, mi resterà l'ultimo punto, dopo l'ultima lettera, alla fine dell'ultima parola, che concluderà l'ultimo pensiero, allora e solo allora, le parole siano libere e facciano a meno di me..."
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!