"scavo"
e, scavo
nel profondo di me stesso,
per trovare risposte alla mia vita,
per cercare il meglio o peggio di me,
per allontanare la paura della morte,
per vedere se vi è in me un dio minore,
a cui chiedere e confessarmi sempre,
a cui pietosamente inginocchiarmi,
scusandomi dell'esistenza non sempre bella,
dei comportamenti non sempre consoni,
delle menzogne dette anche a fin di bene,
dei tanti amici avuti e lasciati per la via,
degli innumerevoli no detti per compiacimento,
dei tanti ricordi gettanti in fondo al lago, e
scavo
e più scavo e più mi sento ridicolo,
non per gli altri ma per me stesso,
di quello che potevo essere e non sono stato,
di ciò che il destino ha voluto propinarmi,
era tutto scritto, tutto previsto dall'alba dei tempi,
sarei nato qui da questa donna e questo padre,
in questa città che non ho mai amato e sentita mia,
avrei avuto degli amori e tante donne per compagnia,
ma mai avrei provato quello che si chiama vero amore, e
scavo
e ti ridevo biondina dagli occhi verde smeraldo,
capelli color oro al vento della sera al mare,
hai resistito alla mia ferrea e impetuosa corte,
hai respinto forse quello che poteva farti felice,
hai preferito un altro a quell'empatico ragazzo,
che per te stravedeva e avrebbe fatto a pezzi il mondo,
che soffrì moltissimo al tuo diniego giurando a se stesso,
di non provare più quei tristi momenti adolescenziali,
di non aprire più a nessuno il suo cuore e anima,
mettere un lucchetto sprangare il cervello e corpo,
dire vivrò quello che mi sarà offerto giorno dopo giorno,
e alla fine al compiuto attimo finale con sadica certezza
dire finalmente.
©
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Commenti (1)
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s
stello cutroneo20 febbraio 2016
Componimento colmo di amarezza e negatività per quello che la vita è sin qui stata. Un riassunto scritto con bravura dove mancano gli spunti positivi. Piacevole lettura.