Lo straniero
Ultimo raggio di sole
tra limoni e spuma di mare
e sabbia in ogni angolo
e poi la sera.
Chiudere le valige
baciare la madre
la moglie, il figlio,
respirare a fondo le stanze
osservare la notte che sfila
i compagni di viaggio
il solito silenzio
le frasi dense di sapienza
la danza ridicola sulle navette
le sirene ululanti della nave
il metallo del treno
la rabbia sparsa nelle attese
e nei caffè e nel fumo
il sonno avvilito dalle rotaie
la sveglia opaca nell'alba lattiginosa
il giorno come anagramma di grigio
i ricordi uccisi dal traffico
i primi passi nella città assonnata
le giovani donne ancora fresche di sesso
i libri, i ragazzi pieni di futuro
l'eleganza del centro
il monito del campanile
il ritrovo nelle stanze spoglie
il cartellino d'entrata
e l'uscita nel meriggio vuoto.
Giorni che sfumano nell'abitudine
di sguardi ostili, ironie senza sorriso
permessi stropicciati
passaporti di esistenza minima
attese consumate nei telefoni
tra equinozi e licenziamenti,
anime misurate da un giusto motivo
un contratto, un timbro.
Qui, non rimane che attendere,
aspettare che il sole scaldi
le stanze fredde del cuore,
che il vento spalanchi le prigioni
dove sono rinchiusi gli abbracci spezzati.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!