658 lettori online · 359.029 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 26 febbraio 2016 · lettura 1 min · 804 letture

Alla ricerca del tempo perduto

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
+ Segui
Quando arrivi alla svolta della vita solo allora ti accorgi tristemente che ormai la bella favola è finita e allora al tempo perso poni mente. Quanti giorni perduti malamente in inutile affanno che t'avvita, ora scopri che non valeva niente... non puoi altro che morderti le dita. Poter tornare indietro e nuove orme lasciare sul cammino che intraprendi, non rifaresti più lo sbaglio enorme che solo adesso pienamente intendi. Ma è inutile pensare a quel passato... non c'è altra vita, e quel che è stato è stato.
♥ 0 💬 3
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.

Sonetto con schema: ABAB, BABA, CDC, DEE Evidentemente Giuseppe VITA che ha commentato il "povero sonetto", ha una idea molto distorta di come si scrive un sonetto, e si straccia le vesti per questo mio. Mi sono meravigliato, perché mi pareva che sapesse scrivere sonetti. Certo mi sono sbagliato con altra persona.

e
L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

Tutte le opere →

Commenti (3)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Vaibhava das Vito Parisi26 febbraio 2016

Dopo la vita questa, un'altra è pronta; due fiate fur dispersi, e ritornaro; la prossima, preparano già al varo, gli angel del Sir Che, sommamente, conta. Sempre, e per sempre, in auge!

G
Giuseppe Vita26 febbraio 2016

È un sonetto moderno, anzi, variato nel tempo da poeti stranieri ed anche italiani. Non rispetta la struttura originaria. Povero sonetto! Me ne dolgo immensamente. Prescindo dal contenuto che lo trovo buono.

A
Antonio Terracciano26 febbraio 2016

Tanto tuonò che piovve! Ho sempre pensato che in parecchie poesie del Crocetti ci fosse qualcosa di proustiano, ed ora egli lo fa notare chiarissimamente (a chi non se ne fosse avveduto) fin dal titolo. Per quanto riguarda la struttura del sonetto, è forse quel DEE finale a portare un po' fuori strada, ma non si può negare che quella combinazione (proprio perché abbastanza rara) abbia un suo indubbio fascino.