Gambe spezzate
Pier Giorgio Cadeddu
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Sulle gambe spezzate dell’inverno
un'acqua fredda implode dentro la mia sorpresa
di un risveglio chiamato dalla sera;
cadono i petali immaturi della rosa
come pensieri di morte
tra le mie mani aperte;
la mia pelle gocciola di tragedie
urbana folla abusata
uomini piccoli e svogliati.
Il vento caldo irride i sensi
su ritmi balzani
fragili di cuore.
Traballa ancora sabato sulle solite note,
zoppia di una musica stracciona:
tornerò bambino per capire
il confine tra le spine e il dolore?
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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