Maggengo

Si dirada l'orizzonte
nel pomeriggio
di un maggio lontano.
Dove lo sguardo
richiama le case sparse
a fondo valle.
Odore di fieno
di primo taglio.
Le maniche della camicia
avvolte sulle tue braccia.
Giovane, eterno, vivo,
di un passato
che ormai non sai più vero.
Ed io
della mia giovinezza
ne sto facendo una scritta statica.
Sul retro di una fotografia
in bianco e nero.
Ma se qualcosa di tuo
ancora nasce
tra le sue grinze.
Allora muta adesso
il tuo cammino.
E converti quel sorriso
in colore radioso
verso i miei occhi.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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