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Riflessioni 4 marzo 2016 · lettura 1 min · 929 letture

Dalla terrazza di cucina

e
ex Lorenzo Crocetti 545 poesie pubblicate
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In mezzo a falansteri verso il cielo tesi a impedire spazi d'infinito del panorama in uno squarcio appare l'alta vetta di Fiesole allo sguardo di me alla terrazza di cucina che speranzoso scruto l'orizzonte novello imitatore del Poeta quando ardente guardava il monte Tabor. Ed immagino anch'io nella mia mente quello che lui sentiva e descriveva, il suono di stagioni ormai passate ed un senso d'eterno che sconvolge. Ma se il Poeta è grande sa ben dire quel che sente nel cuore ai suoi lettori, ma un piccolo poeta non riesce ad esprimere proprie percezioni e pertanto io sto di me deluso per non sapere esprimere il sentore dell'anima che cerca le parole e non le trova... invece a lui riusciva!
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Ho voluto qui accennare al senso poetico di Giacomo Leopardi che, con arte pressoché unica, sapeva adeguare il massimo possibile le parole al pur inesprimibile sentimento che provava.

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L'autore
ex Lorenzo Crocetti

Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata

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"Falansterio" vuol dire "Mietskaserne" nel mio vocabolario austroungherese: capisco: "una caserma", in tal paese, vorrei stare colà, per poi vederne. Io traggo ispirazione a rimare, dai carmi vostri. Chi da, voi, è perché ha. Quindi avete, e donate, facoltà rimatrici. La luce del monte Tabor la ritroveremo, inoltre, nelle cantiche ultime del Paradiso. Viva, viva! Onore al colle di Fiesole, il quale sovrasta la conca della corolla fiorentina.

Dalla sua terrazza il Poeta ammira "l'alta fronte di Fiesole e le balze di fiori temerarie" come scriveva Luzi. Rammentando il genio espressivo del Leopardi che dalla sua residenza di Recanati declamava la bellezza "dell'ermo colle", il Poeta fiorentino si rammarica di non trovare concordanza fra il suo sentire e la comunicazione adeguata di tali sensazioni d'infinito attraverso i versi... Rammarico che non ha ragion d'essere, vista la raffinatezza ed il talento lirico dell'Autore. Ad maiora!