Eternamente stanco
Salvo Learco Angrisani
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Smarrisco pezzi di speranze
da anni disperati.
Anagrammi alcolizzati
sul bordo d’una ragione
che mente a se stessa.
Quanto amore ho donato
a soavi forme che le mie mani
non hanno mai spogliato.
S’arresta la corsa
di un angelo troppo innamorato
e troppo colmo di veleno nelle ossa.
Frantumo parole
sullo specchio di quel passato
che, stanco, ma non ancora arreso,
bussa alle porte del mio presente.
Arpa malinconica che stanca il palato,
mastico fili e corde di voce
che alla rinfusa sistemo
in polverosi angoli di peccati non assolti.
E scrivo di amori lacerati dal tempo,
scrivo di me... sulle rive d’un pianto
che non arresta la corsa.
Brucio i restanti fogli
rigurgitando vecchi giuramenti
...e promesse bastarde.
Cola l’ultimo anfratto d’inchiostro
su dita testimoni
di un’irragionevole arrendevolezza
che ha toccato il fondo.
E nel pozzo di rimpianti rimbombanti
come dadi sulla scacchiera del pathos... m’arrendo.
Stanco sono della mia propria forza.
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Salvo Learco Angrisani
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