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Introspezione 11 marzo 2016 · lettura 1 min · 2017 letture

Volevo essere un uomo con la barba

Pagu 229 poesie pubblicate
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Volevo essere un uomo con la barba, uscir da mesti ruoli dal manto sbiadito, apparir baciato da lustri e privilegi, vitreo candor che solo il bianco nutre. Immagine che incompleta sembra, non abiti ma stoffe ricucite e lise, danza la nostalgia degli antichi sogni, privata è l'assenza d'armonia soave. Cerco di riempir contorni scarni e smunti con quel vissuto tanto incredulo e stantio, ci son speranze per sconosciute mete, mi chiamerò "disperso", altro non so dire. Eppur un'ombra mi tende la mano ossuta, sei te o son un altro io, sarà chi sembra o creda, qualunque cosa accada purché concreta sia mi troverà in attesa perso in movimenti lenti. Volevo essere un uomo con la barba ma il viso è liscio e può confondersi tra mille, ho dei colori in tasca, una segreta arma, mi dipingo di fantasia, amor e sia quel che sia.
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"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce". (Martha Medeiros) Immagine: dipinto di Courbet

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Commenti (14)

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zani carlo11 marzo 2016

Voler esser qualcuno che non si è...poi d'improvviso ci si accorge di esser tutti e nessuno e che è racchiuso in ognuno di noi l'intero universo... basta farlo uscire e goderselo con gli altri. Bella lirica con un significato per me profondissimo.

Brutte sono le abitudini che si solidificano giorno dopo giorno rendendo i giorni stessi tutti uguali, il cambiamento poi diventa sempre più difficile da effettuare, eppure bisognerebbe attuarlo ogni giorno per rinnovarsi e non ricadere nelle sterili abitudini, bella lirica dagli importanti contenuti!

Luciano Capaldo11 marzo 2016

Fa paura la coerenza. Intraprendere la destinazione ma con percorsi diversi aiuta a vivere. Incanalati, formattati viviamo di schemi ed abitudini che soverchiano l'animo e la mente. Giusta riflessione; farsi crescere la barba ancorché un bel viso liscio non lo richieda alla fine può servire a meglio accettarci. Lirica che trovo vera e condivisibile. Bisogna slacciarsi un po'. Bravo il poeta con questi suoi spunti che denotano la grande sensibilità e l'accortezza allo scorrere del quotidiano vivere.

carla composto11 marzo 2016

le abitudini ci uccidono ma d'altra parte viviamo in un contesto dove i percorsi sono quelli, bella metafora che ci porta a riflettere sul nostro modo di vivere a volte monotono che per alcuni casi ci rassicura per altri ci rende automi... imporatante opera sempre stima ed elogio all'autore

Anna Di Principe11 marzo 2016

Crediamo di essere liberi... invece siamo prigionieri di una vita monotona e scialba ...una vita abitudinaria sotto un abominevole controllo sociale. Sarebbe vitale e ristoratrice un'esistenza priva di catene, liberi veramente di essere noi a tutto tondo. Il valente Poeta metaforicamente fa riferimento al desiderio di voler essere un uomo con la barba e vestire senza seguire i canoni del perbenismo. Intrigante ed acuto testo, che apprezzo molto e condivido dal momento che molti di noi avvertono l'esigenza di non essere strutturati dalle regole e spaziare anche mentalmente senza condizionamenti. Lirica dallo stile organico ed elegante, che fa riflettere sul grigiore esistenziale di cui vorremmo spogliarci. Elogio al Poeta...

Sara Acireale11 marzo 2016

Volevo essere un uomo con la barba, cambiare pelle, abito, usi e costumi. Le abitudini mi hanno "incatenato", mi hanno reso schiavo di una vita scialba e monotona. È così, siamo schiavi di abitudini ormai consolidate nel tempo, non riusciamo a vedere oltre l'orizzonte del nostro naso, non riusciamo a parlare con "i diversi", a guardare le stelle, a varcare altri orizzonti... La curiosità si è spenta e così pure la luce dello sguardo. Bisogna che ci apriamo a nuove possibilità di vita, non c'è bisogno di cambiare casa, città e altro. Penso che possiamo cominciare dalle piccole cose, svegliarci al mattino e sorridere alla vita, tingere le pareti di casa con altri colori, riconoscere le varie sfumature della vita.

Cristiano De Marchi11 marzo 2016

Canuto e stanco il nostro passato vive al lume di una piccola candela che, con fioca luce, rischiara l'anima e il ricordo. Il desiderio diventa parte integrante della nostra saggezza, che avrebbe voluto, ma non è riuscita... Alla fine ci ritroviamo di fronte allo specchio e inesorabilmente contiamo le rughe del tempo, ora che della vita sappiamo ogni cosa, ci accingiamo a ricominciar da capo, canuti e stanchi come il nostro passato di barba vestito.

Adele Vincenti11 marzo 2016

far crescere la barba è far qualcosa per noi... diversi dal solito vivere... un altra persona... l'importante è, barba o non barba... migliorarsi sempre... apprezzata molto, elogio al poeta...

Rosita Bottigliero11 marzo 2016

Essere l'apparenza nell'essere se stessi... un bivio che opprime e sentirsi nel caos dell'esistenza. ... bella metafora. Una poesia di contenuto ottimo. Bello lo stile dell'autore.

Eolo11 marzo 2016

Un guardarsi allo specchio senza riconoscersi, dietro maschere di una grigia quotidianità. dimenticare o ricordare chi si è stati e chi si è adesso. Complimenti.

Antonella Garzonio12 marzo 2016

Di grande significato, la figura della barba pare assumere nel testo significati di vecchio perbenismo, quasi un nascondersi dietro abitudini e sensazioni standardizzate e incolori. Allora... evviva il colore! Le emozioni, siano esse con o senza barba. come sempre.

Berta Biagini12 marzo 2016

Mi è venuto in mente la gioventù di oggi, con i suoi vestiti tutti uguali – potrebbe essere l’inizio di un percorso, un non voler pensare con il proprio cervello lasciandolo morire - sarebbe veramente un grosso guaio ed il mondo ne soffrirebbe.

Merlino13 marzo 2016

in questa società dell'apparire dove l'essere viene schiacciato da un individualismo suicida che distrugge l'uomo e la sua natura i versi del poeta sempre diretti e pungenti ci/mi mettono davanti a riflessioni che cambiano il modo di vedere la realtà, questa è poesia, complimenti

Antonio Biancolillo13 marzo 2016

Semplicemente meravigliosa, un inno alla vita celebrato attraverso ciò che si voleva essere o che dobbiamo fare, per non morire giorno per giorno, evitare quindi l’agonia della vita verso la morte. Un inno alla passione che bisogna avere nel fare ogni cosa e quindi nel vivere…nonostante i nostri desideri. Senza passione, emotiva partecipazione, non diamo colore, nutrimento, a ciò che facciamo e in ultima analisi alla vita. Essere se stessi in ogni circostanza è un modo di cambiare sempre, senza farci soffocare dalle abitudini degli altri. Densa di significato, un fluttuare libero in assenza di gravità, dentro quell'antro di un crepuscolo che incombe, dove piccole cose e piccoli gesti possono cambiare la vita, la propria e quella degli altri.