Chi domani
Alfredo Mercutello
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Non giungerò più ai forti irti di terra
lassù a ruminar dalle foglie cadute
dove il gheppio scala gli alti cementi
e solo in alto tende al pianto di pioggia
il lauto pasto del suo dolce pellegrino
Sarò mesto avvolto di pallida acqua
smalto di anni ronzanti d'umida tigna
quando cadente tendevo il mio appoggio
e lento asciugavo in fronte il dolore
degli impassibili inutili suoi ritorni.
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