La prima sera

Sferzano aridi venti di malinconia,
lieve dondolar alla dolceamara nenia...
scesa ormai da tempo la prima sera,
vetusto e disincantato quel cuor che più non spera
poiché colmo di pacatezza il presagio
delle future aurore.
È il respiro della notte quel che spaventa...
è il silenzio...è il gran nulla preannunciato e senza senso.
D'estrema bonaccia è foriero il vento,
così un vecchio galeone adagia
sull'acque placide e d'argento...
cirri che paciosi stoppano nel cielo,
nugoli confusi pensieri prendono il volo.
Volge un po' glauco lo sguardo,
tinte sbiadite opacizzano anche i ricordi.
Che n'è d'imberbi, straordinari giorni
allorquando la vita sorrideva intorno?
Perché esita il passo, la mano, e sin il respiro
e cotanto nebuloso innanzi snoda il destino?
Or che tutto riduce a mera question di peso...
or che struggente par financo na' rosa!
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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