Un sabato al mattino
elena rapisa
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Con irrequieta lingua l'onda erode
lo scoglio senza tempo,
lo stringe, quasi abbraccio mortale e,
con perversa seduzione lo sottomette,
con irruenti carezze lo consuma
Lungo il litorale si abbandona al libeccio la rena
correndo al mare con suono di nacchere,
rotola
e il gabbiano, vedetta solitaria dondolando
sulla schiena dell'onde attende la preda
Deserta la spiaggia in questo sabato mattina
s'è colmata di grigio
solo un cane ossuto, una barca scolorita e passi dimenticati.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 marzo 2016
DESOLAZIONE? non la vedo e non la percepisco in questo modo, mi sembra che le immagini non siano forzate e si lascia al lettore la percezione che lui stesso passeggi sul litorale tra spruzzi di salmastro e folate di libeccio.

