La nuvola
elena rapisa
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Oppressa da un senso di solitudine
una bigia nuvola veleggiava senza premura alcuna
alta, priva di un domani di pioggia
dimentica del vento che con astuto fiato
le mormorava promesse di mare
Picaresco cammino l'attendeva là, dalla vetta
frastagliata verso squarci di valli ancora assolate
che reclamavano un verde negato
fino all'azzurro fluido mistero della costa
Discosto tra squarci d'azzurro, si trastullavano nell'aria
timide piccole sorelle ancor bianche d'ingenuo pallore
che a frotte a lei s'unirono in germano sodalizio
formando una coltre scura e compatta
mentre s'impoveriva di riverberi il cielo,
sulla terra calò il buio e gli uomini si intristirono
Il mare accolse le lacrime del cielo a redenzione delle coscienze.
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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