Venerdì Santo (a Molfetta)
Pasquale Farallo
276 poesie pubblicate
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Taccion le campane,
mute e rispettose attendono
che la passion di Cristo
alfin non si concluda e il Re del cielo
non riemerga dalla tomba
dove lo posero umane genti
e le pie donne ancor piangenti...
Suoneranno a festa nel dì di Pasqua
a ricordar gioiose a tutti quanti
che il figlio dell’Uomo è risorto
In questo giorno triste e pensieroso
antico si rinnova un rito
immenso si pone di fronte all’uomo
che incredulo intende, ma pur con fede
questo grande mistero della fede...
I Confratelli si abbassano il cappuccio
e in processione avanzano
portando a spalla gli antichi Misteri
per la città dolente,
tra muta gente che li guarda
La musica avvolgente
è un soffio sulla pelle
di chi pensoso osserva
e ricorda come soffrì Colui
che in terra volle venire
e come uomo per noi tutti patire
a cancellare i nostri peccati
e alla fine in croce perire...
Volgiamo dunque lo sguardo
a chi diede per noi la sua vita
senza nulla chiedere in cambio
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (2)
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e
emiliapoesie3919 marzo 2016
tacciono le campane in lutto, ma domenica di pasqua rallegreranno gli animi dei credenti poiché Gesù è risorto dai morti e chi crede in lui si apriranno i cieli... .
carla composto19 marzo 2016
bella sentita ed aprezzata questa lirica scrita in dovizia di particolari mi giunge gradita... il sacrificio del Signore per la salvezza del mondo... il mio sincero elogio

