Sonetto della primavera
Primavera è arrivata col suo sole
che inonda il campo, il prato, la collina,
iniziano a sbocciare le viole
e respiriamo un'aria dolce, fina.
E' un cinguettar d'uccelli la mattina
e la stagione questo ed altro suole
provocarci nel cuore, è sopraffina
la sensazione che apportarci vuole.
E sempre essa ci appare cosa nuova
come fosse la prima ch'è arrivata
e nella primavera ognuno trova
la propria vita adesso rinnovata.
Ho detto una bugia, son cose vere...
che mi pesano troppe primavere!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici20 marzo 2016
Un raffinato sonetto di omaggio al ritorno della primavera che insieme al risveglio della natura sembra recare una nuova stagione di rinnovamento nella vita di ognuno. Tuttavia, come conclude il Poeta, è pia illusione: sul cuore pesano troppe primavere, troppi sogni infranti, troppi disincanti. Un'ottima lettura che lascia un germoglio in chi legge.
