Da quanto manchi?
elena rapisa
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L'affievolirsi della luce preannuncia
il giunger della sera.
Fra breve tenderò le mani per accoglierti
e la tua voce da soffio diverrà respiro.
A volte, nell'andar del giorno sai, mi sfuggi
fra quelle banali cure che urgono nell'ore.
Mi sei assente allora come fossi
nell'altra stanza intento a leggere,
ma basterebbe scostare l'uscio per vederti.
E' quando l'oscurità m'avvolge
che simile a lama lacera il petto la mancanza
e sorge quale dolente verità il tuo contorno
e non lo attenua il lino bianco.
Torna il dolore a serrare il cuore e si rinnova
l'incredulità che tu più non sia con me.
Ma non voglio sapere da quanto manchi se
torni quando il cielo s'imbruna come tenera spina.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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